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giovedì, luglio 02, 2009
Sì, viaggiare...
Phoebe: “C-c-c-ciao amore mio!” l'ha scritto phoebe1976 | 12:46 | permalink | vita vissuta, paranoie, sick sad world, femmine vs maschi, doveva succedere proprio a me
martedì, giugno 30, 2009 Who's bad?
Ed ora gli stessi giornali che già avevano pronto il coccodrillo banchettano sul suo cadavere, e lo faranno per molti anni ancora. L’affetto della gente, improvviso e violento come un fiume in piena, i suoi dischi che vendono più che mai. Molto divertente. O meglio, sarebbe molto divertente se MJ fosse davvero su Marte a ridere di questa beatificazione. In realtà è solo triste, e l’unica persona che mi sembra lo abbia pianto con composto dolore è la sorella Janet, compita e addolorata ai BET Award. Ciao Michael. l'ha scritto phoebe1976 | 17:21 | permalink | vita vissuta, sick sad world, musica e cinema, tg phoebe
martedì, giugno 23, 2009 A mente fredda
E’ ancora utile parlare di politica? Le elezioni sono finite e come al solito hanno vinto tutti e l’unico ad aver perso è il paese. L’unica persona che mi sembra abbia un minimo di cervello in tutto questo rataplan è Gianfranco Fini. Cambiare, fare, novità. Ma allora chi? Eleggete me come dittatore. l'ha scritto phoebe1976 | 11:43 | permalink | vita vissuta, sick sad world, doveva succedere proprio a me, mi consenta una parolina, tg phoebe, famiglia phoebe
venerdì, giugno 12, 2009 Il caldo fa male
Alle poste. Ore 13 e 20.
E per fortuna domani è sabato… l'ha scritto phoebe1976 | 16:51 | permalink | vita vissuta, paranoie, sick sad world, femmine vs maschi, doveva succedere proprio a me, mi consenta una parolina
venerdì, maggio 29, 2009 L'eleganza del rospo
Alla fine, aveva ragione come sempre mia nonna. l'ha scritto phoebe1976 | 15:31 | permalink | vita vissuta, paranoie, sick sad world, doveva succedere proprio a me, famiglia phoebe
mercoledì, maggio 27, 2009 Ciccia
Per tutta risposta si è alzata, ha preso la sua sacca e se ne è andata. Ma figurati... l'ha scritto phoebe1976 | 16:38 | permalink | vita vissuta, paranoie, sick sad world, femmine vs maschi, doveva succedere proprio a me, famiglia phoebe
mercoledì, maggio 13, 2009 Spigoli. Brevi appunti, a corollario di quanto possa essere pesante vivere in Italia
Pensavo che dopo le mie esternazioni non avrei avuto altro da dire sull’Italia e su quello che sta diventando. Ma al peggio non c’è mai fine e stamattina, ascoltando per radio una canzone di Caparezza mi sono resa conto che non è giusto smettere di indignarsi e di lottare se si crede in qualcosa, se si pensa che il mondo possa e debba essere un posto migliore per vivere. O almeno un luogo più giusto. Quando basta, basta. Enrico Mentana mette a nudo le sue verità. Personaggio scomodo a Mediaset, il cui gruppo di lavoro lui stesso definisce “un comitato elettorale”, e per questo epurato. Personaggio scomodo, sì, nonostante non lo si possa certo definire né estremista, né bolscevico, né un comunista mangiabambini. Tutt’al più moderato, intelligente e, di sicuro, mai venduto e sempre consapevole e misurato. Non è certo polemico come Santoro, altrimenti avrei capito pure. Non appoggiato, ma capito. In fondo, Mediaset è pur sempre del Cavaliere e a casa sua ognuno fa come gli pare (il fatto poi che un politico non possa avere tre televisioni ed un numero imprecisato di giornali e governare le nostre menti è un altro paio di maniche, ma nemmeno la sinistra quando poteva c’ha voluto mettere le mani). Allora come mai era ritenuto così inopportuno? Perché non allineato? E la libertà di pensiero? Decreto sicurezza. Ah!!! Che meraviglia!!!! Per mesi i giornali (vedi sopra) c’ha tampinato con la grave crisi della sicurezza in Italia e finalmente ci siamo! Verrà approvato coi soliti mezzucci e siamo tutti più contenti e più sicuri. E allora ecco le tanto desiderate ronde, vanto e idea brillante della Lega Nord. A parte il chiaro riferimento fascista che non promette nulla di buono, voi vostro figlio, marito o fratello ce lo mandereste a fare le ronde? Così, senza un minimo di addestramento, senza assistenza psicologica, senza sapere cosa si troverà davanti? Io, cari miei, no. Ma non era meglio destinare questi fondi alla polizia che, mi si dice, è alla canna del gas? Non è meglio destinare più fondi alle forze dell’ordine che in molti casi non hanno i soldi per pagare il gasolio delle pattuglie? Non era più logico piuttosto che orchestrare ed autorizzare gruppuscoli vari che, presumibilmente, presto si armeranno di manganello ed olio di ricino? Veronica vs Silvio. Francamente non me ne importa un fico secco delle vicende personali di Villa Arcore. Non seguo nemmeno Beautiful, del resto, perché dovrebbe interessarmi chi tromba con chi in casa Berlusconi? Non provo nemmeno una strabordante simpatica o affiliazione femminile particolare verso Veronica. Diciamocelo, non si può provare simpatia verso un personaggio dei fumetti con borse Louis Vuitton e imbottiture al botox. Non è una martire, non è una santa e nemmeno una di noi. Scordatevelo. E’ solo una donna della buonissima borghesia milanese che s’è stufata delle corna di un marito ricco, scostante e assente. Pure la mia vicina di casa si separa per questi motivi, ma non mi pare una donna da compatire. E’ che in Italia siamo alla disperata ricerca di eroi che scalzino lo strapotere di Silvio. Li sogniamo perché l’opposizione, con la timida ed intelligente educazione di Franceschini non ci dà soddisfazione. Perché vorremmo un Obama, ma forse non ce lo meritiamo. E allora basta che Veronica lavi i suoi panni sporchi a Porta a Porta e noi siam contenti e scodinzoliamo allegri. Patetico. Perdonatemi se ho perso l’ironia, la ritroverò presto. Oppure no. l'ha scritto phoebe1976 | 10:23 | permalink | vita vissuta, paranoie, sick sad world, doveva succedere proprio a me, mi consenta una parolina
lunedì, maggio 11, 2009 Dell'arte di accontentarsi
L’uomo (e la donna) sono mediamente pigri. L’essere umano è bravo ad adagiarsi. Sta lì, appeso, senza ricordarsi la sua mortalità, penzolando in fondo alla catena evolutiva mangiandosi le unghie delle mani. Ed è capace di starsene così molto tempo, inebetito dal rumore di sottofondo. Seduto bello comodo. Finché un giorno succede qualcosa. Ed è come un click, la luce è stata accesa sulla meschinità della sua vita ed è troppo tardi per tornare indietro. E così lo vedi che l’uomo che hai sposato non ti conosce, non lo ami nemmeno. L’hai sposato perché è stato il tuo fidanzato per dieci anni, ti veniva a prendere sotto casa con lo scooter, ti portava al mare e ti faceva sembrare i problemi più lontani. E on importa se non avevate nulla in comune, e lui era noioso già a diciott’anni. Era ed è un bravo ragazzo, tua madre te lo ripeteva e ripete sempre. Bravo, buono e lavoratore, anche se noioso e spiccio. Noioso o annoiato? Non lo sai più, ma all’improvviso sei sola con la sensazione di non aver capito, di aver sbagliato non ascoltando la tua amica del cuore che come un grillo parlante te lo ripeteva. Invidiosa, la etichettava tua madre. E invece no. L’hai sposato perché dopo tanto tempo era logico, e non ti è importato di rinunciare all’idea del principe azzurro, al batticuore dei romanzi rosa che in realtà non esiste, sacrificandolo sull’altare della vita tranquilla della piccola borghesia. Hai pugnalato l'idea del principe azzurro, dell'amore vero per la sicurezza dell'affetto. Ed oggi ti accorgi che non avete nulla da dirvi, ma che è sempre stato così. E all’improvviso il cuore inizia a battere. Di nuovo. O forse per la prima volta. Ed ora? E così ti accorgi di passare la vita ad inserire numeri in un computer, a muovere ingranaggi di cui non ti importa un fico secco. Tic tic tic, tutto il giorno come se fosse la cosa più importante del mondo, subissata di noiose pacchianerie. Pigiare bottoni non era quello che sognavi, da piccola. Volevi volare alto, tu, e i complimenti di chi leggeva le tue storie ti ci facevano credere. Cos’è successo, poi? La vita, il tempo, i soldi. La sicurezza di non farcela, di tenere i racconti chiusi a chiave nell’hard disk perché tanto chi li vuole, la paura di volare e di cadere. Ed allora giorno dopo giorno picchi sui tasti, con la consapevolezza che questo non è il tuo mondo, sentendoti piccola e sottovalutata perché il cervello a volte ti piacerebbe anche usarlo. Tu, proprio tu che dovevi volare in alto, che eri una principessa. Ma non lo siamo forse tutte? E non è vero che di editoria in Italia non si vive, ma tutt’al più si muore di fame? Che non ti paga nessuno ma nemmeno per sbaglio? E che gli italiani han tutti un romanzo nel cassetto? E allora perché tentare? Non è meglio accoccolarsi lì in attesa della pensione? Ma io, ad accontentarmi, non sono mai stata brava. l'ha scritto phoebe1976 | 18:04 | permalink | vita vissuta, paranoie, sick sad world, femmine vs maschi, doveva succedere proprio a me
martedì, maggio 05, 2009 Crimini e romanzi
Da poco mi sono abbonata a Sky ed oltre a tutta una serie di programmi assai trash di cui sono oramai altamente dipendente con massimo scorno di chi mi vive accanto, mi sono letteralmente innamorata della fiction Romanzo Criminale.
Il telefilm, com’è noto, ripercorre le “gesta” della tristemente celeberrima Banda della Magliana, che negli anni ’70 nacque a Roma diventando una vera potenza, fino a gareggiare con ben più blasonate associazioni criminali e resa celebre dal libro di Giancarlo De Cataldo e poi dal film di Michele Placido del 2005. Scritto con la collaborazione dello scrittore (e si sente) ed assolutamente fedele al libro, finalmente il telefilm esce dai classici schemi buonisti a cui è relegata la fiction in Italia, fatta di santi, preti, carabinieri e Cesaroni. Finalmente un prodotto esportabile, serio e ben curato e recitato, senza veline sgallettate e faciloneria gradassa, che intreccia politica, costume e storia recente. Oggi, casualità, leggo che il buon Alemanno, illuminato sindaco della capitale, nella sua visione tutt’altro che ampia del mondo circostante, fa ricadere la “colpa” di eventi di violenza e microcriminalità tra i giovani a Roma proprio su questa serie tv che, a dir suo, enfatizzerebbe modalità e stili di vita sbagliati innalzandoli a miti. Ora, ci sarebbe molto da dire su Alemanno e sul suo passato da giovane fascista e frequentatore di Rebibbia, ma sarò una signora e soprassiederò. Quello che mi sembra francamente assurdo è che si possa accusare semplicisticamente un telefilm della crisi dei valori a cui assistiamo nella nostra epoca senza venire accompagnati in clinica e rivestiti con l’apposito vestitino bianco con le maniche allacciate dietro. Non solo, ma nel caso specifico il caro sindaco di Roma non sa assolutamente di cosa sta parlando. La serie non enfatizza nulla, ma anzi dà la possibilità di esplorare le vite anche personali dei protagonisti, le loro assolute solitudini e la loro infelicità. Sarebbe bello se la colpa potesse esser data solo alla TV, renderebbe tutto più facile: basterebbe spegnerla e vivremmo nel paese di Oz. Se ci sono ragazzini che rapinano negozi o spacciano per potersi vestire come un tronista di Uomini e Donne la colpa è della De Filippi? Allora al rogo, e via! E la Mafia? E’ colpa de “Il padrino”!! Se le ragazzine diventano anoressiche ed aspirano solo alla chirurgia plastica per avere una settima di reggiseno, di chi è la colpa? Ma della Tv, signora mia! E i genitori? Gli insegnanti? La cd. società? Ma signora mia, silenzio: stanno guardando la tv!!!! Lo diceva anche mia nonna paterna: “Silenzio, c’è la televisione accesa!” e tutti a guardare lì, il novello focolare che oggi instilla paura, ci fa raccogliere tutti vicini vicini, ma solo se siamo uguali uguali. Omologati. E se Berlusconi è al Governo, cianciando di qualsiasi cosa e ergendosi a santo sopra i comuni mortali, lui novello Alessandro Magno… di chi è la colpa??? Bèh, ripensandoci questo potrebbe essere… l'ha scritto phoebe1976 | 15:26 | permalink | vita vissuta, paranoie, sick sad world, doveva succedere proprio a me, caffetteria letteraria, mi consenta una parolina, tg phoebe
lunedì, aprile 27, 2009 La guerra del riciclo
L’ambiente è importante. Bisogna tutelarlo. Abbiamo un solo pianeta, no? E allora trattiamolo bene, non lo insozziamo tutto con le nostre porcherie e ricicliamo. Benissimo. Ci sto, come già ampiamente dimostrato. Anche se a volte penso ci vorrebbe una laurea specialistica in monnezzologia. Ora, io vivo nel parco del Trasimeno, e Dio (e la Regione Umbria insieme a lui) ha voluto che 5 anni fa fosse preso a prova ed esempio insieme ad altri comuni per testare la raccolta differenziata. Il progetto si divide in tre fasi, chiaramente esplicate in volantini piovuti a pioggia sulle nostre teste: FASE 1 Nascita delle Riciclerie in ogni comune interessato, cioè luoghi in cui portare carta, plastica, vetro, alluminio e quant’altro già diviso. Gli utenti, dotati di una tesserina magnetica, possono usufruire di uno sconto sulla TARSU in base al principio “più ricicli, più risparmi”. In Ricicleria si può portare di tutto, dagli elettrodomestici alle foglie raccolte in giardino: loro smaltiscono e inviano tutto ad apposite società che riciclano il riciclabile ed anche di più. Non so come mai, io continuo ad immaginarmi orde di gnomi che con martello grande come la loro testa piallano, battono e incidono i rifiuti fino a farli diventare cose nuove e d utilizzabili. FASE DUE Viene fornito un pratico kit ad ogni nucleo familiare: cesta per la carta, buste blu per la plastica, cestino per il biologico e buste biodegradabili. Nella fase due diligenti operatori ecologici fanno il giro del quartiere una mattina a settimana ritirando a alternativamente plastica e carta, mentre per gli altri materiali rimane tutto come sopra. La novità consiste nel biologico, cestino apposito in cui gettare avanzi di cibo, resti della cucina, fazzoletti, ecc. Il tutto in appositi sacchetti biodegradabili forniti dalla Ricicleria e da gettare SOLO nell’apposito cassonetto. FASE TRE Spariscono TUTTI i cassonetti tradizionali. TUTTI. Ad ogni nucleo familiare è fornito un casso nettino da tenere in giardino, garage, ecc in cui mettere il residuo, cioè quello che non si ricicla. Siccome questo ha un codice che riporta direttamente al TUO nome se sbagli a riciclare un operatore ecologico ti suona alla porta e ti tratta male, deridendoti per la tua incapacità. Inoltre la TARSU si paga sul numero di scarichi del residuo effettuati, sempre sul principio base “più ricicli, più risparmi”. Accade che il mio paesello sia entrato in FASE TRE. Spariti i cassonetti tradizionali, dopo un primo momento di sbigottimento, anche se il pagamento proporzionale della TARSU partirà dal 2010 si è scatenata la guerra della spazzatura. Cassonetti coi lucchetti, tavole rotonde con le mie amiche per capire se l’alluminio si può riciclare e cosa bisogna farne della carta stagnola, gente che spia il riciclo del vicino denunciando i lavativi alla TSA, question time su dove vada effettivamente gettato il tetrapack e lotte intestine tra condomini sfociate nel furto di due cassonetti del biologico. Per fare che cosa, poi, me lo devono ancora spiegare. Alle poste, al supermercato e pure dal tabaccaio non si parla d’altro, e riciclare è diventato motivo d’orgoglio. Chi non lo fa viene additato come un mascalzone, ché la monnezza è una cosa seria. “Vè, pure le pile ho buttato nel raccoglitore” si vanta la signora in ciabatte alla cassa del supermercato, mentre appoggia i bastoncini Findus sul nastro trasportatore e si ravvia la cofana fresca di lacca. “Ah, bèh! Io pure le medicine scadute del por Giovanni le ho ricilate! Le ho buttate tutte nel cesto davanti alla farmacia!” gli fa eco una vecchina tutta grinzosa. “Ma l’sa” risponde l’altra “ho beccato uno de fori che buttava la sua monnezza nel MIO secchio!” Seguono facce sconvolte all’alimentari, con brusio di disapprovazione “Ah, ma io l’ho inseguito con la scopa, vè!!” Le vecchine annuiscono, l’ordine è stato ricostituito ed io ridacchio perché un secchio mio ancora non me lo hanno portato e giro con la busta della spazzatura cercando di buttare abusivamente il residuo qua e là. Ah, la cosa non ha certamente avuto la solidarietà dei miei vicini, che hanno provveduto con robusti lucchetti ai loro cassonetti, mortacci.
Ma le signore non lo sanno, mi credono una di loro. Mettono la spesa nella busta di cotone che arrotolano nella pochette, ché è più ecologico, e tornano a casa trotterellando. Soddisfatte. Rivendicando la loro proprietà anche sulla monnezza. l'ha scritto phoebe1976 | 15:44 | permalink | vita vissuta, paranoie, sick sad world, doveva succedere proprio a me, tg phoebe
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